Storie di tutte le cose visibili e invisibili



venerdì 27 luglio 2012

Ancora di invidia



Perché l’invidia è un sentimento odioso che non appartiene a nessuno.
Che a mio avviso equivale a dire che non ci sono più le mezze stagioni e che qui, un tempo, era tutta campagna.
Perché l’invidia esiste, e odiosa o no, è un sentimento che tutti proviamo.
Perché invidiare qualcuno non significa necessariamente desiderare che non abbia quello che ha.
Significa semplicemente desiderare di avere altrettanto.
Il che non significa necessariamente volere di più.
Il più delle volte significa volere di meno.

Meno problemi, meno angosce, meno sfortune.

Perché sfido chiunque non si chiami Candy Candy a farsi un giro nella web-vita e pensare cose del tipo “ma guarda che bello, X è appena stata in vacanza a Formentera e poi ha fatto una settimana in Sardegna, passando prima dalla montagna e fermandosi al mare per i week end, e adesso sta pensando a cosa mettere in valigia per le sue vacanze (e fino ad ora che ha fatto?)”.

Io vi sfido.

Se ad Agosto dell’anno scorso siete rimaste a casa in ansia perché vostro padre rischiava l’amputazione di una gamba.
Se a Natale siete state a casa in ansia perché vostro padre era in ospedale con una grave carenza di ossigeno.
Se a Pasqua siete state a casa in asia perché vostro padre era più al Pronto Soccorso che a casa sua.
E questo Agosto vi aspetta quello che avete fatto a Luglio e negli ultimi mesi.
Frequentare un ospedale.
Anzi no: portare a casa vostro padre prima del tempo necessario, perché il reparto dell’ospedale chiude per ferie.

Vi sfido.

Perché è vero che c’è gente che sta peggio di voi, sempre.
Perché è vero che nei periodi di scampato pericolo di solito ci agitiamo perché non abbiamo niente da metterci, o il fidanzato è sfuggente, o il nostro capo ci stressa la vita.

Ma io dichiaro solennemente di invidiare tutti quelli che hanno una vita normale.
Che dormono poco perché fa caldo, e non perché hanno paura di non sentire lo squillo del cellulare che comunica brutte notizie.
E invidio ancora di più chi dorme benissimo perché ha il climatizzatore silenzioso.
Invidio quelli che vanno in vacanza, e invidio pure quelli che non vanno in vacanza perchè c'è la crisi.

Sono una brutta persona.

giovedì 26 luglio 2012

Hai un momento, Dio?


Caro Dio,
oppure
Egregio Sig. Dio,

Io e te non siamo mai andati tanto d’accordo.
Nel senso che io non sono tanto sicura che tu ci sia.
Voglio credere di sì, ma siccome tra me e te ci sarebbe tanta roba in mezzo, e tutta quella roba non mi piace, preferisco parlarti da uomo a uomo. Da donna a spirito. Insomma, quello che è.

Per prima cosa volevo chiederti se potevi prendere mio fratello e mettertelo vicino, mentre leggi questa lettera. Lui non mi ha mai conosciuto perché è nato un anno prima di me, e io sono venuta al mondo proprio perché lui non c’era più. Io spero che mi voglia bene perché lo penso sempre, e quando sto male chiedo a lui di farmi da angelo custode. Mi sa che ha un sacco di cose da fare, perché non è che mi custodisca tanto bene, ma io gli voglio bene comunque.

Tu lo sai che per me non ti ho mai chiesto niente.
Io sto sempre male e mi incavolo un sacco, ma un po’ la sfiga, un po’ i problemi psicosomatici, so gestire il mio dolore.

Questa volta ti chiedo qualcosa per il mio papà.
E mia mamma.

Ecco, il mio papà non credo che ti piaccia.
Lui proprio non ne vuole sapere niente di te.
E non ha proprio parole dolci nei tuoi confronti.

Ma ora ha paura.
Sta male e non sappiamo cosa fare e abbiamo tutti tanta paura.
E la mia vita è sospesa dentro una bolla grigia piena di cattivi odori e angoscia, e la fatica è diventata la cosa più facile da gestire.

Sta andando tutto storto, ogni giorno una brutta notizia.
E io sono sola ad affrontare tutto questo, perché mia mamma quando ha paura diventa cattiva per difendersi, mio padre va protetto, e mio fratello è lì con te, e non è qui.

Io non ho conoscenze, lassù, mi piace San Francesco perché mi è sempre piaciuto il nome e poi è quello che preferisco, ma lui non sa chi sono.

Ci sono tanti miei amici e parenti, lì con te.
Non so come siete organizzati, ma se hai bisogno di referenze puoi chiedere, qualcuno che parli bene di me dovresti trovarlo.

Ti chiedo aiuto.
Una buona notizia.
Un po’ di fortuna, una volta tanto.
E tu sai che noi, non ne abbiamo mai avuta.

martedì 24 luglio 2012

Wherever I lay my hat, that's my home

Sono decisamente una creatura di mare.
Non sono proprietaria nemmeno della casa in cui vivo, ma il mio sogno, da tutta la vita, temo irrealizzabile, è avere un buco di appartamento nel fetido mare vicino a casa, che io amo comunque.

Prima del ricovero di mio padre ero particolarmente esaurita.
Effettivamente ora sono particolarmente troppo esaurita, ma come sempre gestirò l'emergenza dritta come un fusto, e quando questa passerà, se passerà, crollerò inesorabilmente e mi verrà come minimo una forma rara di peronospera umana.
Comunque, in vista del lungo periodo faticoso che mi aspettava, ho deciso di regalarmi un week end in uno di quei posti dove, quando arrivo, mi si apre il cuore e mi sento a casa.
La Val Badia.
Alla smorfiosa Corvara e alla snob San Cassiano, pur amandole molto, preferisco di gran lunga La Villa: panorama senza fiato e posizione strategica.

Il tempo non è stato dei migliori, e il mio adorato Sassolungo è quasi sempre stato coperto da nubi, spesso piuttosto minacciose.
Temperatura serale 12°. Quella diurna intorno ai 17/18°.
Ma camminando si suda uguale.

Un assaggio di atmosfere.


















giovedì 19 luglio 2012

Cose che ho imparato in ospedale: integrazione

Dimenticavo.

Quando devi lavorare 12 ore al giorno e hai un familiare in ospedale da accudire (e l'altro familiare in ansia da tranquillizzare), succede che la tua casa improvvisamente ti si rivolti contro:

a) la signora che viene a fare le pulizie si prende due settimane di ferie proprio in quel periodo. E tu ti ritrovi a passare l'aspirapolvere alle 7 del mattino, e a stirare (malissimo) alle 11 di sera, dopo avere fatto entrare in una giornata molte più cose di quanto la tua testa e il tuo fisico siano in grado di sopportare;

b) salta la corrente e tu torni a casa e devi passare due ore a gettare tutto il contenuto del tuo frigorifero e del tuo freezer, tappandoti il naso, e dividendo diligentemente umido, plastica, carta, secco non riciclabile, e sognando di poter buttare una bomba in casa e andare a dormire all'Hotel Furstenhof.

c) salta la caldaia, e te ne accorgi solo quando sei sotto la doccia, tutta insaponata, e ti stai lavando i capelli, e ovviamente non puoi essere a casa ad accogliere il tecnico perchè, casualmente, quel giorno operano tuo padre. Poi trovi qualcuno che ci va al posto tuo, e ti dicono che il conto è di €240.

d) ti viene la candida, o una di quelle robe odiose che tutte le donne, sfortunatamente, conoscono, e che hanno dei nomi quantomeno ridicoli.
Ovviamente non hai tempo di andare dal medico a farti prescrivere alcunchè, quindi sopporti e ti lamenti della tua faticosa vita.