Storie di tutte le cose visibili e invisibili



martedì 15 maggio 2012

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?



Ok, avevo detto che sparivo per un po'.
Ma poi ho pensato, perchè devo sparire io?
E perchè mi ostino a dare spiegazioni a chi non le vuole ascoltare?
Non mi giustificherò più. Cioè, ci proverò.
Perchè detesto puntualizzare l'ovvio.
E cioè che non tutte le mamme sono così, non tutti i bambini sono così, eccetera.
Però mica tutte le matrigne sono così.
Carine e simpatiche e intelligenti, dico.
Tiè.

Quindi, auguri – in ritardo – alle mamme, ad alcune mamme.

A quelle che non hanno mai avuto il pancione, ma hanno cresciuto dei figli, che magari erano già grandi, portati da un aereo e non da una cicogna.

Alle mamme dei disabili e dei malati, che hanno dimenticato il lavoro, le amicizie, e tutta la loro vita, per dedicarsi al loro figlio, con uno stipendio in meno e mille spese in più, e non avevano scelta, è andata così e bisognava fare così.

Auguri alle mamme imperfette, che almeno una volta nella vita si sono dimenticate di andare a prendere i figli in piscina, non hanno messo la merenda in cartella, hanno lasciato il bimbo urlante all’asilo e sono andate dal parrucchiere.

Auguri alle mamme d'acciaio, che si sottopongono a cure costose e invasive e spesso deludenti, perchè vogliono essere mamme, e una determinazione così forte, va rispettata.

A quelle che qualche volta, la domenica mattina, hanno detto: “Sai che c’è? Stamattina non mi va proprio di alzarmi alle 6 per prepararvi la colazione e portarvi al campo scout. Oggi si dorme”.

A quelle che si sbobbano 9 mesi a letto, dei quali 3 in ospedale, e invece di ingrassare come tutte perdono 11 chili, e qualche volta piangono ma quasi sempre dicono "forza bimbo, resisti", perchè io le ho conosciute, e mi inchino, di nuovo, di fronte a tanta determinazione.
Auguri alle mamme che non stanno pensando cose del tipo "ma quando ti ci trovi, ti viene spontaneo", perchè non è sempre vero, e io lo so, e ci vuole coraggio anche per ammetterlo.

Auguri alle mamme che dicono anche “no”. E si sentono dire “ti odio”. E soffrono dentro ma sanno che una mamma si ama per sempre, anche quando si odia.

Auguri alle mamme che aspettano un figlio scomparso da un giorno, un mese, un anno. 
Per anni o per sempre.
E non sanno come è diventato, dov’è, se è vivo, se sta bene, se si sente solo, se si ricorda di lei. Non riesco ad immaginare una crudeltà più grande di questa.

Auguri alle mamme mancate. Per destino o per scelta, propria o altrui.

Auguri anche alla mia.
Che come tutte le mamme diverse, alla fine è pur sempre la mamma.


venerdì 11 maggio 2012

Per un po'



Matrigna part-time si prende un periodo sabbatico.

Perché alcuni commenti mi hanno ferito. Nonostante tutto.
Non è il giudizio che mi spaventa, io professo la liberazione del giudizio tranchant, e quindi sono pronta a subirlo.
Mi spaventano altre cose.

Perché sto entrando nel vortice della pubblica web-piazza che sta sostituendo la comunicazione tradizionale.
Per mancanza di tempo o di coraggio.

Perché scrivo tanto, salvo in bozza, ma penso e ripenso se sia opportuno.
E l’autocensura è un segnale che non mi piace.

Perché sono cresciuta in una famiglia anticonvenzionale, e fin da piccola sono stata diversa, e a volte vorrei potermi nascondere nella massa.
Perché tra il nero e il bianco, chi dice grigio vince, ma non cambia le cose.

Tornerò solo quando sarò certa di essere l'arrogante di sempre.
Ora mi occupo un po’ della mia vita vera.
Di chi mi conosce.
E anche di chi credevo di conoscere.

venerdì 4 maggio 2012

What's love got to do with it



Ero in spiaggia, spalmata al sole nel compimento dei miei riti di inizio stagione, la prima volta al mare, rigorosamente da sola, il primo caffè al chiosco giallo di sempre, la prima passeggiata fino alla foce del fiume che passa proprio vicino a casa mia e va a finire proprio lì, con i cigni confusi che arrivano fino alla spiaggia.

Arriva una coppia di mezza età (la mezza età, nella mia personalissima classificazione generazionale, significa 45 anni portati male).
Sono vestiti di tutto punto, nonostante gli anomali 30 gradi di fine Aprile, lei vorrebbe passeggiare verso destra, lui verso sinistra.
Particolare tutto sommato insignificante, la passeggiata verso sinistra non esiste, cioè, ci stanno le gru che sistemano la spiaggia divorata dalle mareggiate invernali.
Lui si arrabbia e si incammina furioso nella direzione suggerita da lei.
Lei lo rincorre, letteralmente, balbettando un “scusami, io pensavo …”
E lui, urlando: “tu non devi pensare. Tu non sei in grado di pensare.”

In Italia sono già 55 le donne uccise da un uomo. In soli 4 mesi.
Cinquantacinque.
La maggior parte degli assassini aveva le chiavi di casa, per dire.

e quindi non sono esente.
Ma ancora mi sorprende di quante donne sopportino umiliazioni (che sono una forma disumana e meschina di violenza) alcune per la paura di restare sole.
Perchè meglio sole, che umiliate.
E perchè quando sento dire che il matrimonio è sacro mi viene da urlare.
E' l'amore, che è sacro.
E tutto questo non ha nulla a che vedere con l’amore.

E penso che, ancora, sono le donne che devono fare, ancora tanto, per cambiare tutto questo.
Le madri, per esempio, per insegnare ai loro figli maschi il rispetto di se e degli altri, capire molto presto che non tutto è concesso, che non sempre le cose vanno come vorrebbero loro, e che “no” è una risposta contemplata, pure se si sbatacchiano come delle tarantole per terra urlando come indemoniati.
E alle figlie femmine, che possono pure giocare alle principesse con la tiara e la gonnellina di tulle rosa, ma una farfalla tatuata in zona utero non è una garanzia per il futuro e non paga l'affitto a vita.
Doveroso imparare un mestiere, di quelli veri.
Perché possiamo fare tutto da sole, lavorare e fare la spesa e pagare le bollette e cambiare una lampadina. E comprarci un paio di scarpe che non ci servivano ma sono tanto belle.
Magari cambiare una ruota no, quello non lo sappiamo fare, ma siamo perfettamente in grado di telefonare a un gommista.
E che non serve un uomo per portarci fuori, che possiamo portarci fuori da sole, e trovarsi con le amiche e ridere e piangere e pure sentirci sole, a volte, che non si muore.

E che se un uomo ti tratta male è assolutamente inutile sprecare giorni e soldi di psicanalisi (la mia psicanalista junghiana si è comprata un appartamento in centro, con il mio contributo, che Dio la benedica comunque …) ad analizzare i traumi infantili che possono avere causato tanto astio nei confronti delle donne.
E la madre, e la sorella, e la ex fidanzata, e la ex moglie.
Se vuole, i suoi buchi neri se li analizzerà da solo.
Noi dobbiamo fare i conti solo con quelli nostri, e dobbiamo scappare lontano, perché nessuna rosa può essere tanto bella da farci sopportare di dormire in un letto di spine.

mercoledì 2 maggio 2012

I will survive



Nessuna paura, il mio cuore sta benissimo, per ora.
Che a volte però, un pochino rimpiango la me di qualche vita fa, divelta tra passione e tormento, le notti insonni, tante sigarette e troppe lacrime.
Mi faccio tenerezza, se ripenso al tempo che ho sprecato ad analizzare intenzioni, parole, opere, omissioni. Inutilmente.

Ti lascia = non ti ama.
Non abbastanza.
Non più.
Mai.
Punto.
Ora soffri per un legittimo periodo di tempo, e fattene una ragione, thank you.
Ne uscirai più magra e più diffidente, fino alla prossima cantonata.
Perchè la riprenderai, oh se la riprenderai...
Perchè sei tu che scegli i tornanti di montagna, invece che i sentieri pianeggianti. Almeno affrontali con gli scarponi, invece che con il tacco 12; emotivamente, si intende.
Almeno fino a quando deciderai che un paio di tacchi valgono bene un sentiero più facile. Se lo deciderai ...
Che i sentieri mica sono tutti noiosi ... e poi io ho già dato ampiamente, sherpa ad honorem.

Ma questa ero io, quando soffrivo.
Soffro ancora, ma per motivi diversi.
Per ora.

"Per sopravvivere devi pensare che stai vivendo il film della tua vita a puntate, e prima o poi arriverà anche la puntata buona.
Devi pensare di essere Carrie, che alla fine Mr. Big se l’è sposata sul serio.
Anche se lui andava, veniva, sposava un’altra, lasciava e si faceva lasciare, e ti senti come Carrie, in lacrime su un marciapiede, anche se in un’anonima cittadina di provincia e non sulle scale di un appartamento a Manhattan.

Devi pensare che l’importante è davvero la salute, tu che convivi con il dolore tuo e degli altri.
Devi pensare che ci sei passata tante volte, più di chiunque conosci, ma ogni volta fa più male perché speri sempre che sia l’ultima, e sai quanta strada deve passare, dopo.

Devi pensare che si mette insieme un giorno dopo l’altro, sprecandoli tutti, rifugiandosi dove sai, in quel posto magico e silenzioso che profuma di pagine stampate, perché tuffarti dentro le vite immaginate è l’unico modo per non pensare, ostinatamente, alla tua che è rimasta vuota, almeno fino a che farà così male.

Devi nascondere foto, cancellare numeri, chiudere finestre, perché la lontananza non è affatto come il vento, la lontananza funziona sempre, e questa volta la vicinanza diventa prigione.

E allora se puoi devi scappare, anche se il dolore ti seguirà come un bagaglio a mano, e per renderti almeno indimenticabile devi farti piccola e silenziosa, perché chi è invisibile, resta almeno nel cuore per sempre."